00 1/2/2009 7:34 PM
IL SETTIMO SIGILLO



Credo che questo sia stato il film che mi ha avvicinato al cinema d'autore, il primo film che mi ha veramente aperto un varco dentro, che mi ha fatto capire quanto potente potesse essere l'immagine cinematografica e quanto semplice fosse fare qualcosa di bello, di sincero, di semplice.
Penso che il settimo sigillo non sia certo un esempio di grandissima regia, è molto "arcaico" e la telecamera si muove pochissimo, però la cosa si addice benissimo al tema della pellicola e conferisce una solennità straordinaria al contenuto di immagini e parole del film. Completa l'opera una colonna sonora usata col contagocce ma di grande effetto: il dies irae cantato durante la pestilenza, la canzone degli attori e poco altro, il silenzio regna sovrano e ogni parola scandita è come pietra che casca nel mare di questo silenzio e va a fondo, eppure ogni parola porta con sè una potenza emotiva enorme.

Grandissimo come sempre Max Von Sydow, qui forse più che in ogni altro film, fa sì colla sua espressione impassibile eppure sofferente che Antonius Block diventi veramente il simbolo di una lotta stoica col nonsenso del destino, una lotta in cui siamo dentro tutti. Credo veramente che i dialoghi di questo film siano fra i più belli in assoluto nella storia del cinema, belli e soprattutto semplici. Ecco questo è proprio il miracolo del settimo sigillo: essere semplicissimo ma potentissimo.




"Questa è la mia mano, posso muoverla e in essa
pulsa il mio sangue. Il sole compie ancora il suo
alto arco nel cielo. E io… Io, Antonius Block,
gioco a scacchi con la Morte."

"Vorrei confessarmi ma non ne sono capace
perchè il mio cuore è vuoto ed è vuoto come
uno specchio che sono costretto a fissare.
Mi ci vedo riflesso e provo soltanto disgusto e
paura vi leggo indifferenza verso il prossimo,
verso tutti i miei irriconoscibili simili, vi
scorgo immagini d'incubo date dai miei sogni e
dalle mie fantasie."

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"La vita è una festa... viviamola insieme"